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Tesi di Laurea: il territorio di Prarostino

 

Elementi di inquadramento territoriale

Il territorio del Comune di Prarostino fa parte di una più ampia regione alpina e pre-alpina localizzata sul versante orientale delle Alpi Cozie centrali e comprendente la Val Pellice, la Val Germanasca, la Bassa Val Chisone ed i relativi valloni laterali. Geograficamente le tre valli assumono, nel complesso, l'aspetto di un triangolo isoscele, avente come base la cresta montuosa che fa da spartiacque con la vicina Francia, mentre i lati obliqui coincidono, rispettivamente, a sud con lo spartiacque tra la Val Pellice e la Val Po, a nord con il crinale che separa la Val Chisone dalla Val Germanasca. Il vertice del triangolo è rappresentato dalla città di Pinerolo.

Per motivi geografici, storici e socio-economici, le valli fanno capo alla città di Pinerolo e vengono perciò indicate come Valli Pinerolesi. Ma la peculiarità che maggiormente le accomuna e le caratterizza è legata all'insediamento, nel Basso Medioevo, della comunità religiosa valdese-protestante che, tra lotte e persecuzioni, ha saputo mantenere e consolidare nel corso dei secoli la propria presenza nelle valli fino ad oggi.

Appare perciò più corretta e connotante la denominazione di Valli Valdesi(1), per sottolineare l'elemento storico-culturale che fortemente qualifica il territorio delle valli del Pinerolese.

E' interessante sottolineare come il limite settentrionale delle Valli Valdesi propriamente dette, sia rappresentato dalla destra orografica della Bassa Val Chisone (un tempo denominata "Val Perosa") e non dall'intera valle che si estende fino al Colle del Sestriere. Infatti, l'alta Val Chisone (in passato detta "Val Pragelato") si caratterizza per un percorso storico e culturale differente, anche se non estraneo a quello delle Valli Valdesi. Qui la presenza valdese è già attestata da documenti risalenti al 1210, ma la dominazione francese da un lato (il distretto di Pradzalà fece parte della Repubblica di Briançon dal 1343 al 1713) e la presenza protestante successiva alla Riforma poi orientatasi verso il calvinismo dall'altro, ritagliano una realtà peculiare rispetto alle altre Valli Pinerolesi(2).

Nel panorama delle Alpi Cozie centrali, le Valli Valdesi riflettono, quindi, una situazione interessante ed unica in cui si intrecciano, tra divergenze, affinità e compromessi, il patrimonio culturale alpino e quello occitano(3), il movimento valdese-protestante ed il mondo cristiano cattolico.

In questo suggestivo contesto geografico-culturale, alla confluenza della Val Pellice e della Val d'Angrogna con la Val Perosa, si estende il territorio del Comune di Prarostino, ambito approfondito dal presente lavoro di tesi.

La Val Pellice è la più meridionale delle Valli Valdesi, copre una superficie di circa 2500 ettari ed è attraversata in tutta la sua lunghezza (circa 25-30 Km) dal torrente Pellice, affluente del Po. Ha origini glaciali e l'attuale morfologia si è delineata nel corso del Quaternario, in seguito all'alternarsi di periodi glaciali ed interglaciali. L'asse vallivo principale segue prevalentemente la direzione est-ovest nella parte medio-bassa per poi deviare verso sud nella parte sommitale. Geologicamente la porzione medio-bassa della valle appartiene al Massiccio cristallino Dora-Maira, mentre il Complesso dei Calcescisti con pietre verdi caratterizza l'alta valle(4).

La Val d'Angrogna è uno stretto vallone tributario del versante orografico sinistro della Val Pellice, chiuso ad ovest dalla Val Germanasca ed a nord dal vallone del Risagliardo. E' percorso integralmente dal torrente Angrogna, che ne ha inciso profondamente la morfologia. L'asse principale vallivo segue la direzione est-ovest, con un andamento a semicerchio e la concavità rivolta verso sud. Il territorio è impervio, caratterizzato da versanti con pendenze molto accentuate(5).

La Val Perosa corrisponde alla parte bassa della Val Chisone, che si estende dall'abitato di Porte a quello di Perosa Argentina e comprende anche i valloni secondari situati sulla destra orografica del torrente Chisone, quelli di Roccapiatta e di Pramollo. L'andamento del torrente, affluente del Pellice, fa assumere al fondovalle la forma di un ampio arco con direzione generale est-ovest.

I caratteri morfologici del territorio si sono definiti fin dall'era quaternaria: il risultato è una valle di origine glaciale con il tipico profilo ad U. Dal punto di vista geologico la Val Perosa appartiene ancora al Massiccio cristallino Dora-Maira(6).

Le Valli Valdesi costituiscono perciò un areale piuttosto omogeneo sia dal punto di vista geografico, sia da quello geo-morfologico.

Anche le condizioni atmosferiche rappresentano un ulteriore fattore in comune fra queste valli: nel complesso, il clima è di tipo continentale o sub-continentale nelle zone più a valle "favorevole alla vegetazione forestale e classico di un ambiente temperato alpino con caratteri prettamente silvo-pastorali"(7). L'andamento delle precipitazioni ha carattere equinoziale, cioè risulta massimo nella primavera (in particolare nel mese di maggio) e nell'autunno per toccare i valori più bassi nei mesi estivi ed invernali. Le precipitazioni estive conservano carattere temporalesco.


Caratteri tipizzanti del territorio e del paesaggio agro-forestale del Comune di Prarostino

Caratteri geografici

Il territorio comunale di Prarostino si estende per una superficie di 1059 ettari ed è situato sulle propaggini estreme dello spartiacque Chisone-Pellice, perciò in posizione rilevata rispetto al livello della pianura sottostante. A sud-est confina con il Comune di Bricherasio (località all'imbocco della Val Pellice), ad est con il Comune di San Secondo verso la pianura di Pinerolo, a nord con il Comune di Porte (nella bassa Val Chisone), a sud-ovest con il Comune d'Angrogna e con la valle omonima.

E' possibile distinguere sul territorio di Prarostino due differenti settori: quello orientale, prevalentemente collinare, che si affaccia verso la pianura pinerolese e si sviluppa in una fascia altimetrica compresa in media tra i 500 ed i 600 metri di quota, ed il settore occidentale, esteso nel ripido vallone di Roccapiatta, sulla destra orografica della bassa Val Chisone, percorso dal rio Turinella che sfocia nel torrente Chisone in corrispondenza di Ponte Palestro, vicino all'abitato di Porte.

Lungo lo spartiacque con la Val d'Angrogna, all'estremità occidentale, tra la fitta vegetazione boschiva, si trova la Punta Rognosa, massima quota del Comune (1325 metri)(8) .

Caratteri geologici, morfologici ed idrologici

La morfologia attuale del territorio è il risultato di successive "sovrapposizioni di fenomeni glaciali, fluvioglaciali, fluviali e tettonici con tutto un contorno di fenomeni pedogenetici, erosivi e gravitativi"(9) risalenti, appunto, all'era quaternaria. I piani inclinati che congiungono, verso sud-est e verso est, la pianura pinerolese con il versante montano, sono formati dall'accumulo di depositi fluviali e fluvioglaciali e "ricoperti sulla superficie da un paleosuolo rosso-bruno ferrettizzato, tipico di climi subtropicali"(10), a testimonianza delle profonde variazioni climatiche che hanno interessato il Quaternario. Il versante montano, prevalentemente boscato, è ricoperto da due distinti depositi: "una copertura eluviale o localmente eluviale colluviale per le aree prative a bassa acclività ed una copertura detritica più grossolana che comprende locali accumuli gravitativi"(11).

Dal punto di vista litologico, la zona appartiene, come si è detto, al Complesso Cristallino Dora-Maira. Verso la Val Pellice prevalgono gneiss e micascisti con ridotte quantità di anfiboliti e scisti grafitici di presunta età carbonifera; la destra orografica della bassa Val Chisone presenta in prevalenza dioriti, metadioriti, gneiss e micascisti.

L'andamento delle pendenze sul territorio ne rivela la sua natura prettamente collinare e montuosa. La classe ad acclività più bassa (pendenza inferiore al 10%) è quella territorialmente meno diffusa e comprende le strette fasce corrispondenti alle dorsali, gli insellamenti dei colli e le superfici terrazzate. La classe intermedia (pendenze comprese tra il 10%-30%) è la più estesa e caratterizza i settori mediani di versante. Le pendenze superiori al 30% invece si riscontrano in prossimità dei rii secondari e della testata del rio Turinella(12).

Per quel che riguarda l'idrografia, i numerosi corsi d'acqua del settore occidentale confluiscono nel rio Turinella, tributario di destra del torrente Chisone, mentre nel settore orientale si gettano nel rio Chiamogna, affluente del torrente Pellice.

Verso la pianura pinerolese e sulla destra orografica del Chisone, ad un quota inferiore ai 500 metri, si individuano numerosi pozzi, nonchè nel versante a sud, in località Piani.

L’uso del suolo e la copertura forestale

La conformazione geo-morfologica del territorio influisce, evidentemente, sulla distribuzione delle destinazioni d'uso del suolo. Così sul versante orientale, verso l'abitato di San Secondo, è prevalente la tradizionale coltura della vite, favorita dal clima e dalla buona esposizione al sole, alternata alle colture seminative, orticole e frutticole, ed ai prati permanenti, che occupano le poche pertinenze pianeggianti intorno alle abitazioni.

Alle quote più elevate, salendo verso il capoluogo di San Bartolomeo e verso la zona dei Piani, la copertura boschiva comincia ad essere rilevante, pur ancora alternata a prati ed orti che occupano i suoli ad acclività meno accentuata. La presenza del bosco si fa invece dominante nel settore occidentale, sui pendii del vallone di Roccapiatta. Il versante alla sinistra orografica del rio Turinella, grazie ad un migliore soleggiamento ed alle pendenze non eccessive, è destinato comunque a prato e pascolo e punteggiato da piccoli nuclei abitati sparsi.

Per quanto riguarda il territorio boscato, la dettagliata analisi vegetazionale a disposizione presso il Comune(13) individua le seguenti tipologie forestali, che caratterizzano l'intero comprensorio comunale. Tra di esse si ritrovano:

  • Robinieto: la Robinia pseudoacacia si rinviene lungo i rii secondari che si gettano nel rio Chiamogna. E' una specie che ha forte attitudine a colonizzare nuovi ambienti e si sta espandendo a scapito di altre essenze naturalmente presenti sul territorio (farnia, rovere, ciliegio, frassino e tiglio).
  • Saliceto ripariale di Salice Bianco: la tipologia in questione è localizzata lungo la fascia ai lati del torrente Chisone, su suoli sabbiosi e poveri di sostanza organica. Oltre al Salix alba comprende anche altre specie, quali salici arbustivi, ontano nero, pioppo nero e bianco, corniolo, sambuco e rovo. Si segnala la variante con robinia(14), a causa dell'elevata invadenza e diffusione della leguminosa.
  • Querceto di rovere a Teucrium scorodonia: è una tipologia poco diffusa sul territorio, e la presenza della rovere è piuttosto frammentaria e perciò inserita nella tipologia del castagneto ceduo, variante con/a rovere. Si segnala, nell'ambito del querceto, una zona di variante con/a castagno.
  • Castagneto ceduo a Teucrium scorodonia: è la tipologia territorialmente più estesa, caratterizzata da ampie superfici in cui la ceduazione è ancora praticata a turni regolari. Il ceduo di castagno presenta in alcune aree delle varianti con alcune specie secondarie: con faggio e con acero-tiglio-frassineto. L'abbandono negli ultimi decenni della ceduazione colturale ha determinato l'evoluzione verso una tipologia a struttura più irregolare.
  • Castagneto a struttura irregolare: è la tipologia che si sviluppa nelle zone un tempo caratterizzate da castagneti da frutto e da cedui di castagno, in seguito all'abbandono delle pratiche colturali. Con riferimento alle condizioni vegetative del castagneto in questa zona, molti esemplari sono indeboliti da cospicui attacchi da cancro corticale e numerose ceppaie invecchiate hanno emesso polloni basali. Altre specie arboree presenti sono la betulla, il tiglio, il frassino, l'acero e la rovere.
  • Faggeta oligotrofica: il faggio occupa le zone alle quote maggiori del territorio comunale, cioè lungo lo spartiacque che si estende tra la località dei Piani e la Punta Rognosa. Si individuano delle aree in cui il faggio si trova in purezza ed è ceduato prevalentemente a turni regolari, ed altre in cui si hanno le varianti con/a castagno e con/a latifoglie varie (tiglio, sorbo, acero, nocciolo, maggiociondolo). Nella variante con/a castagno il faggio sta colonizzando nuovamente le zone da cui in passato è stato estromesso per dare spazio al castagno. Invece in quella con/a latifoglie varie, probabilmente una ceduazione troppo spinta ha consentito l'insediamento di altre essenze.
  • Acero-Tiglio-Frassineto: la tipologia occupa le zone adiacenti al corso dei torrenti e dei rii secondari. Si segnalano varianti con ontano nero, con carpino bianco, ed un tratto di displuvio che prosegue per Punta Rognosa con larice.
  • Rimboschimenti di conifere: realizzati impiegando il larice e il pino strobo, presentano una diffusione frammentata e dimensioni ridotte.

    REFERENZE BIBLIOGRAFICHE

    (1) C.Tron, Credo Religioso, Istruzione e Progresso Civile, in AA.VV., Civiltà Alpina e Presenza Protestante nelle Valli Pinerolesi, Quaderni di cultura alpina, Priuli &Verlucca Editori, Ivrea, 1991.

    (2) C.Guiot, Nota comparativa sulla storia religiosa della Val Pragelato, in AA.VV., Civiltà Alpina e Presenza Protestante nelle Valli Pinerolesi, Quaderni di cultura alpina, Priuli &Verlucca Editori, Ivrea, 1991.

    (3) F.Fontan, La nazione occitana. I suoi confini - le sue regioni, Edizioni Ousitanio Vivo, Venasca, 1997.

    (4) G.Torassa, Una lenta evoluzione, in AA.VV., Le Valli Valdesi: storia, natura, tradizioni, Kosmos Edizioni, Torino, 1992.

    (5) R.Bertot, Architettura rurale in Val d'Angrogna, Quaderni del Centro di Documentazione, Comune di Angrogna, 1995.

    (6)-(7) G.Bounous, La Val Chisone. Aspetti geografici, orografici, e geologici, in AA.VV., Angoli di memoria. Presenze abitative nelle Valli Chisone e Germanasca, Alzani, Pinerolo, 1999.

    (8)-(9)-(10)-(11)-(12) Comune di Prarostino, Ufficio Tecnico (a cura di), Piano Regolatore Generale. Prima variante. Relazione, Prarostino, 1991.

    (13)-(14) Comuni di San Secondo e Prarostino, Carta delle tipologie forestali. Relazione descrittiva, G.Bertea - P.Clapier - A.Glauco (a cura di), 1997.

 
 
 
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