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Inaugurato il
18 giugno 1967, il "Monumento-Faro"
ricorda con la sua ardita architettura i 600
partigiani dei 51 Comuni delle valli pinerolesi
caduti nella lotta di liberazione. Progettato
dagli architetti Gobetti ed Isola, realizzato con
vari contributi, l'apporto gratuito di
ex-partigiani ed il dono del pietrame da parte
dei cavatori di Bagnolo Piemonte, il monumento si
presenta come una torre-traliccio, internamente
praticabile, su pianta quadrata; realizzato in
pietra greggia, è alto 15 metri, e termina con
un terrazzino ed una stele metallica sormantata
da un faro.
La località ha nella scelta due motivazioni
determinanti: la posizione quasi centrale
rispetto alle valli Chisone e del Pellice ed alla
pianura, che fu scena di lunghe contrastate
vicende della lotta partigiana, e l'essere
esattamente la zona in cui si costituì il primo
nucleo di resistenza armata nel pinerolese ed
avvenne la prima cruenta azione di repressione.
Se dunque nel lugno avvicendarsi delle stagioni
partigiane Prarostino e Roccapiatta ebbero sempre
una parte di rilievo quale luogo di rifugio o di
organizzazione, è soprattutto l'episodio del
1943 che, in questi "flashes" storici
può essere ricordato. |
Il 13
settembre 1943, a Talucco dov'erano convenuti i
primi "sbandati" nel dissolvimento
dell'esercito susseguente all'8 settembre, il
capitano Gioacchino Matteis e Giuseppe Chiappero
(un impresario pinerolese che morirà a Mauthausen) decisero che la zona di Prarostino -
ove già si erano rifugiati con diversi uomini, i
tenenti Arca e Sansone - presentava buone
caratteristiche per concentrarvi i giovani che da
più parti si avviavano alla resistenza. Malgrado
alcuni pareri contrari, nacque così il gruppo di
San Bartolomeo, contraddistinto con il numero 15.
Con catene clandestine di collegamento, ed anche
mediante ripetuti viaggi del camioncino di
Chiappero (che esibiva documenti annonari
contraffatti) le squadre di Prarostino furono
tenute rifornite, con una certa regolarità, dei
viveri necessari.
Il rastrellamento di metà ottobre, che entra
nella storia come il primo nel pinerolese, è
originato dall'azione alquanto imprudente (e, al
momento, in contrasto con gli ordini di non
assumere iniziative fino a quando
l'organizzazione e l'equipaggiamente l'avessero
permesso) di alcuni partigiani che, scesi a San
Martino, fanno prigioniero un soldato tedesco e
lo portano all'accampamento senza, fra l'altro
occultargli il percorso e l'ubicazione
dell'accampamento stesso. L'impossibilità, di
conseguenza, di procedere alla liberazione
implica il duro intervento del comando tedesco.
Il 17 ottobre, 500 militari salgono a raggiera a
San Bartolomeo battendo la zona. I civili vengono
raggruppati nel centro del paese; Matteis e
Sansone, sorpresi nel sonno, sono messi al muro;
da loro si vuole sapere dove sono dislocati i
"ribelli", rifugiatisi intanto nelle
zone alte circostanti. L'azione si chiude a sera,
con la morte di Sansone e l'imprigionamento di
Matteis e della moglie che saranno richiusi nelle
"nuove di Torino". Il giorno
successivo, una serie di incendi appiccati dai
"rastrellatori" distrugge case e baite
della zona. Da Pinerolo si vedono le colonne di
fumo salire scure verso il cielo: è la prima
testimonianza evidente d'una lotta che si
snoderà tra piana e monti, per diciannove mesi.
Il monumento si trova al centro di una piccola
area verde adiacente al Municipio e sovrasta
un'altra zona che racchiude, all'interno di una
siepe, il viale della rimembranza ed un rustico
monolito in pietra sul quale sono ricordate le
date delle guerre durante le quali Prarostino ha
pagato il suo duro contributo di caduti nel corso
del XX secolo.
Su di un altro monolito le parole: "Per la
fede, la patria, la libertà" vogliono
ricordare ed accomunare tutti i Prarostinesi che
nel corso dei secoli sono morti per questi
ideali.
Salendo sulla sommità del monumento
"FARO" tramite una stretta scala, si
accede ad un terrazzo dal quale è possibile
ammirare uno stupendo panorama a 360° sulle Alpi
occidentali e sulla pianura pinerolese.
Un libro conservato in un apposito contenitore
permette ai visitatori di apporre la loro firma a
testimonianza della loro visita.
Visita
la galleria fotografica del FARO
DELLA LIBERTA'
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