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Tesi di Laurea: itinerario ecomuseale

 

Il percorso ecomuseale e naturalistico

Le tematiche da approfondire e da illustrare in ciascun piccolo museo del percorso potrebbero evidentemente anche essere diverse (così come pure l'ordine delle stesse), benché quelle proposte, alla luce delle fonti storiche e bibliografiche a disposizione, appaiano le più significative ed interessanti per il territorio di Prarostino.

Alcuni di questi piccoli musei potrebbero persino ospitare mostre temporanee di artigianato o di pittura e scultura locali, con la possibilità di acquistare gli oggetti esposti.

I trasferimenti da una tappa a quella successiva avvengono in gran parte su ampie ed ombrose strade di terra che attraversano il territorio boscato del vallone di Roccapiatta.

Il percorso si adatta, quindi, a soddisfare le richieste di un ventaglio di utenze piuttosto ampio: famiglie attratte da attività all’aria aperta, scolaresche interessate all’aspetto didattico e naturalistico, persone singole o in gruppo comprese tra l’età giovanile e la terza età che amino la pratica sportiva, l’escursionismo ed il contatto con la natura.

L’itinerario proposto descrive un anello il cui punto di partenza e di arrivo è rappresentato dalla borgata dei Piani. La scelta non è casuale: infatti il dislivello complessivo dell'itinerario non supera i 300 metri perché si sfruttano le strade a mezza costa per accedere al versante orografico sinistro del vallone di Roccapiatta, senza la necessità di dover scendere a quote inferiori per varcare il rio Turinella e poi risalire.

Le informazioni inerenti la storia degli insediamenti rurali che si attraversano lungo il tragitto e quelle relative alle attività agricole tradizionalmente praticate in questa zona pedemontana si possono reperire esaminando con cura i documenti dell'Archivio Storico Comunale e consultando le fonti bibliografiche e le pubblicazioni locali.

Altre notizie, riferite alla seconda metà del XX secolo, si possono ottenere attraverso le testimonianze orali delle poche persone anziane che ancora abitano le singole borgate.

Per quanto riguarda il reperimento degli oggetti da esporre, gli attrezzi e gli utensili che testimoniano la cultura materiale della zona si possono ancora ritrovare numerosi all’interno di molti fabbricati rurali ormai disabitati: dovrebbero essere ripuliti, se necessario riparati, catalogati e quindi esposti con il corredo di accurate spiegazioni riguardo alle loro modalità di fabbricazione e di impiego.

Il riuso delle scuole Beckwith per ospitare piccoli musei del territorio è una pratica già diffusa e consolidata in ciascuna delle Valli Valdesi. Il vantaggio di questa proposta rispetto ad altre già attuate nelle vicine Val Pellice e Val d’Angrogna, risiede nel poter disporre di un numero elevato di fabbricati distribuiti su una porzione ristretta di territorio, che consentono di usufruire di un itinerario quasi completamente immerso nello spazio verde, percorribile a piedi o in bicicletta in poche ore, senza dover ricorrere all'auto per gli spostamenti da una tappa a quella successiva. La visita agli ecomusei assume così anche una pregevole valenza di carattere naturalistico e ricreativo, oltre che storico-culturale.

Inoltre l'itinerario ecomuseale ipotizzato verrebbe ad essere completato dai già esistenti:

  • Museo della viticoltura a San Bartolomeo (gestito dal Comune), che illustra le antiche tecniche di coltivazione della vite ed i processi della vinificazione, gli utensili utilizzati dai viticoltori e le antiche varietà di uve impiegate per la produzione vinicola.
  • Museo dei Pons, ubicato nell’omonima borgata nel vicino comune d'Angrogna e facilmente raggiungibile partendo dai Piani. L’esposizione riguarda una raccolta eterogenea di attrezzi agricoli e strumenti che testimoniano la cultura materiale, reperiti in loco ovvero di proprietà di privati appassionati di cultura valdese e tradizioni pedemontane.

Queste due interessanti visite possono essere inserite nel contesto dell'itinerario proposto, oppure costituire delle tappe a sé stanti.

Inoltre, al fine di promuovere la conoscenza e la diffusione del percorso ecomuseale suggerito, non solo nella zona del Pinerolese, si potrebbero suggerire due validi strumenti: il primo consiste nella realizzazione di una guida divulgativa all’itinerario, corredata di mappa semplificata da fornire ai visitatori ad inizio percorso; il secondo sulla possibilità di informatizzare l’intero itinerario su CD-Rom, con immagini fotografiche ed ipertesti di descrizione.

 
 
 
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