Il sentiero storico-naturalistico di Roccapiatta

Il sentiero storico-naturalistico di Roccapiatta

Percorribile: a piedi, a cavallo, in MTB
Periodo Consigliato marzo-novembre

Descrizione

Il sentiero principale, indicato con dei paletti in legno e con il segnavia „ A „ ( „ = colore rosso; lettera A = colore bianco) è collegato con altri due sentieri („ A1 „ e „ A2 „ ) che permettono di "inventare", partendo da punti diversi, tutta una serie di percorsi più o meno lunghi a seconda del tempo a disposizione e della voglia di camminare.

Cominceremo con la descrizione del percorso integrale dell' anello principale „ A „

Dalla piazza di San Bartolomeo, imboccare in discesa la strada asfaltata: dopo pochi passi, giunti ad un trivio, prendere la strada di mezzo, in piano. (cartello indicatore in legno). Superate le case Vottero (Vutè), si giunge in breve alla fine della strada asfaltata e si prosegua su una comoda carrereccia. Prima di giungere alle successive case di Fornellata, occorre seguire l'indicazione del cartello in legno che invita ad imboccare la strada di destra in leggera discesa. Si prosegue in un bel bosco misto di faggi, castagni e maggiociondoli e si perviene al casolare di Pravurì inferiori. (min. 20). Poco dopo si supera un piccolo rio mentre la strada cambia decisamente direzione e comincia a salire in modo accentuato.

Arrivati su di un piccolo crestone, attenzione a non seguire la strada che prosegue in discesa a sinistra, ma seguire i segnavia „ A „ su di un piccolo viottolo che segue la cresta in direzione NORD. Il sentiero , poco tracciato, scende ripido in una faggeta fino a giungere al Rio Turinella nei pressi della Borgata Pagnoni (min. 20 - 40).Prendere a sinistra su carrereccia, attraversare il rio e sbucare in breve su di un bel prato con casolare isolato. Quando si incrocia la strada asfaltata . la si imbocca in discesa e la si segue per poco fino ad incontrare sulla sinistra una carrereccia in salita con un cartello in legno TEMPIO DI ROCCAPIATTA.

Si perviene in breve alla casa di Pracustan: dalla fontana si prosegue sulla sinistra in forte salita fino al Tempio ed al vicino cimitero di Roccapiatta. (min. 20 - h. 1) Di qui, con breve deviazione si può accedere alla frazione Rostagni che fu, fino al 1928 il capoluogo dell'allora comune di Roccapiatta.

Dallo storico Tempio, lasciando sulla destra la strada per i Rostagni, si prosegue fino ad incontrare la borgata Cardonera Inferiore, si svolta sulla destra e si perviene alla casa Cardonera Superiore (bella fontana con volta in pietra nel cortile). La strada prosegue in salita fino a giungere alla borgata Cardon. (min. 20 - h.1 min. 20).Si svolta a destra e si attraversa la borgata uscendo quindi su di un punto che offre un bello squarcio panoramico sulla bassa Val Chisone e sulla pianura. Interessante anche il monumento eretto dai cacciatori pinerolesi in memoria dell'avv. Achille Midana che qui morì nel 1906 a seguito di una caduta subita durante un sopralluogo finalizzato a ripopolare di selvaggina la zona di Roccapiatta.

Si prosegue sulla sinistra in salita attraverso prati e boschi fino ad una freschissima fontana. Si tralascia la strada che prosegue nella stessa direzione verso la borgata Godini (la più alta di Prarostino) e si svolta bruscamente a sinistra su una larga carrereccia fino a giungere alla ex area attrezzata ora in disuso.

Attenzione a questo punto a non proseguire per la comoda ed invitante strada in piano, ma ad imboccare la ripida stradina in salita sulla destra (cartello "Roca Ghiesa").

Da questo punto in poi il sentiero si fa faticoso e a tratti malagevole a causa dei rovi: non ci sono comunque pericoli particolari.

E' tuttavia sicuramente sconsigliabile tentare di percorrere questo tratto a cavallo o in moutain bike. Chi sia giunto fin qui in uno di questi due modi dovrà proseguire in piano sulla strada seguendo il percorso di collegamento „ A2 „ .

Seguendo i segnavia in direzione Nord-est prima in salita poi quasi in piano si giunge in 6-7 minuti ad un grande roccione ai piedi del quale ci sono i resti di un antico ricovero per gli animali. Peraltro, molte mura in pietra nei dintorni testimoniano che anticamente questi luoghi così impervi e oggi così selvaggi erano un tempo abitati e intensamente coltivati. Dopo un tratto in ripida salita si effettua una lunga ed ombrosa traversata fino ad incontrare un piccolo rio; in questo punto si inverte la direzione di marcia e si sale, con un tratto molto ripido, fino ad un ottimo punto panoramico (min. 30 - h 1 min. 50): Si cambia nuovamente direzione, si passa davanti ad una piccola ma profonda grotta poi si passa ai piedi di una grande parete rocciosa dalla quale sgorga una piccola fonte e dove si possono vedere i resti di un antico abbeveratoio per gli animali. Con poche ripide svolte si arriva a "ROCA GHIESA" (min. 15 - h. 2 circa).

Per superare questa imponente parete rocciosa si segue il sentierino sulla sinistra (attenzione ad breve tratto esposto) e seguendo i segnavia sugli alberi si perviene in pochi minuti sulla bellissima cresta spartiacque che divide i comuni di Prarostino e Angrogna.

Questa larga cresta, veramente idilliaca e di rara bellezza merita veramente una sosta. Tuttavia, poiché la stessa dovrà essere percorsa per un buon tratto in discesa consigliamo di scendere fino ad incontrare la indicazione che a poche centinaia di metri sul versante di Prarostino si trova la fontana di Malatraccia.

Questa fontana è stata di recente lodevolmente ripristinata in modo eccellente dallo Sport Club Angrogna .La sua freschissima acqua sarà certamente apprezzata da tutti.

Il percorso prosegue in discesa sul crinale della cresta che deve essere comunque abbandonata quando si trovano i cartelli che segnalano, sulla sinistra, il sentiero per la "COLLETTA" e "SAN BARTOLOMEO".

Un sentiero ripidissimo in mezzo ai boschi (attenzione alle scivolate in caso di terreno umido!) porta in breve al rudere del Colle delle Bule. Qui si trova il collegamento con il percorso A2 che porta verso la ex area attrezzata.

Dirigendosi dalla parte opposta, in piano, percorrendo l’ ampia carrereccia ci si può portare sulla strada asfaltata che porta da Angrogna al colle della Vaccera:

Il nostro percorso continua invece in discesa una larga e comoda strada sterrata fino a giungere comodamente in località Colletta.

Qui si trova un’ azienda agrituristica nella quale è possibile pernottare oppure consumare un pasto nel ristorante.

Questa località è inoltre, per chi non voglia partire da San Bartolomeo, un ottimo punto di partenza per percorrere diverse varianti del sentiero che stiamo descrivendo.

Il nostro percorso „ A „ prosegue, passando a sinistra del ristorante verso l’ area attrezzata a cui si giunge in breve. Superato il campo da bocce, occorre seguire con attenzione , per alcune centinaia di metri , i segnavia disegnati sui faggi in quanto il sentiero non è sempre perfettamente distinguibile. Dopo un tratto abbastanza rettilineo in leggera discesa si svolta decisamente verso destra fino ad immettersi in una strada forestale. Qui il percorso è semplice e piacevole in un bosco molto ombroso: quando la strada ricomincia a salire occorre tuttavia porre nuovamente attenzione ai segnavia che ad un certo punto indicano di abbandonare questa strada per dirigersi verso sinistra in ripida discesa in un bellissimo bosco di faggi. Il tracciato, da seguire con un po' di attenzione sfocia poi in un’ altra ampia strada forestale che poi si seguirà senza difficoltà, con una serie di piccoli e non faticosi saliscendi, fino al punto di partenza.

Lungo il percorso, interamente in mezzo a faggeta o bosco ceduo si incontreranno ancora le case di Pravurì Superiore e della Fornellata. Subito dopo questa casa si ritornerà, per l’ ultimo tratto, (nella strada percorsa all’andata).

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