Eccidio del Bric

cippo del bric

Il 17 novembre 1944 un episodio tragico avvenne sul territorio di Prarostino, l'eccidio del Bric dove nove civili morirono per mano dei nazisti.
Eravamo in piena seconda Guerra Mondiale e nelle nostre valli si erano formate le bande della Resistenza. Non erano quindi infrequenti i rastrellamenti, le rappresaglie sulla popolazione da parte dell'esercito, le fucilazioni e le impiccagioni di partigiani e di persone accusate di appoggiare la resistenza, o di semplici civili inermi come atto di ritorsione.
Il 16 novembre una squadra nazista, senza che nessuno la notasse, arrivò prestissimo a Prarostino e si insediò alla casa del Bric, una casa isolata ma non disabitata. Svegliò i sui occupanti Olivia ed Alessio Porcero a cui intimò di fare la loro vita di tutti i giorni. In mattinata arrivò alla casa del Bric Ernesto Paschetto, per aiutare la famiglia Porcero con la raccolta delle mele. Sempre in mattinata arrivarono Giuseppe Barotto e Cesare Simondetto, amici di Ernesto, insieme a Michele Magnano che proveniva da Cavour probabilmente per acquistare delle mele. Da quella casa però non ne uscirono più.
Ostaggi e nazisti trascorsero tutta la giornata e la notte insieme chiusi in casa. I nazisti probabilmente si aspettavano l'arrivo di qualche partigiano. Il mattino successivo, dalla borgata Badoni partirono Remo Paschetto, figlio di Ernesto, ed un suo amico, Arnaud Costantino, volevano capire il motivo per cui Ernesto non era rientrato a casa la sera prima. Durante la mattinata arrivò alla casa del Bric Margherita di Fournla e più tardi Dina Paschetto sorella di Remo.
A metà pomeriggio i tedeschi, forse stanchi di aspettare, fecero uscire in modo non troppo garbato Alessio Porcero e le tre donne, Olivia, Margherita e Dina, che poterono così raccontare cosa fosse successo. Subito dopo i nazisti spararono un colpo in testa a tutti gli ostaggi rimasti. La fame di sangue però non si era ancora placata.
Usciti da casa del Bric ed incamminatisi verso valle, i nazisti incrociarono in borgata Ramate tre uomini che si stavano occupando della raccolta delle mele e li uccisero tutti. Sono Aldo Nadasio, Cesare Paget che cadde morto con ancora una mela in mano e Alberto Coisson.
Ultimo vile atto dei nazisti fu quello di dare fuoco al fienile della famiglia Paschetto.
Ci fu una decima vittima del Bric, Stefano Peraldo un contadino che il 12 dicembre del 1944 fu ucciso dai partigiani in quanto commise l'errore quel giorno di indossare una giacca militare, probabilmente perché calda.
In prossimità della casa del Bric è posta una lapide a ricordo di quei dieci sventurati che morirono per mano della follia umana che la guerra inevitabilmente scatena.

Per raggiungere la lapide si parte a piedi dal cimitero di San Bartolomeo dove si può lasciare la macchina. Si prende la strada in salita in direzione Piani ma deviando subito alla prima rotonda sulla strada che scende verso la Massera. Si prosegue e al primo bivio si gira a destra verso Borgata Molere. Giunti alla borgata ed ad un bivio si prende la destra per la strada in salita che si inoltra nel bosco e che diventa sterrata. All'altezza di una casa diroccata sulla sinistra si trova la stele a ricordo dell'eccidio. Tempo di percorrenza: circa 15 minuti.

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