home page > Tesi di Laurea
 

Tesi di Laurea: forni da pane

 

I forni tradizionali

Oltre alla casa rurale a destinazione mista, abitativa e produttiva, fabbricati di esercizio indispensabili all'economia contadina erano i forni per la cottura del pane. Molti di essi si mantengono oggi in buono stato di conservazione e si possono ancora riconoscere nell’ambito delle borgate meglio conservate o completamente abbandonate, ed in prossimità di alcuni edifici isolati.

Si tratta di piccoli manufatti in pietra, con l'orditura del tetto in legno e la copertura in lose, in tutto simili per gli aspetti costruttivi a quelli di altre zone del Piemonte, della Val d'Aosta e dell'Alta Savoia. In base alla loro localizzazione si distinguono sul territorio due varianti. Nella prima il forno è affiancato ad un altro fabbricato ad uso abitativo, presenta il tetto ad una sola falda ed è più diffuso come annesso alle abitazioni isolate, trattandosi probabilmente di un forno privato. Se ne hanno esempi nelle borgate dei Romani, dei Cardoni e dei Piani. Altrove il forno, utilizzato in comune secondo turni a rotazione, è una costruzione a sé stante, riparata dal tetto a due falde e collocata in posizione appartata rispetto alle abitazioni del villaggio (esempi di questa variante si rintracciano ai Godini, a Pralarossa, ai Vernei). Gli elementi costruttivi che caratterizzano il forno in entrambe le varianti descritte sono: la bocca del forno dal profilo arcuato e realizzata in mattoni, inserita nella tessitura muraria e frequentemente sovrastata da un arco ribassato di scarico in mattoni; la calotta interna, ribassata al centro e di forma ellittica, che delimita superiormente la camera di cottura; il piano di cottura del forno costituito da lastre in pietra ed il camino di evacuazione del fumo in asse con la bocca del forno(1). La chiusura della bocca avviene a mezzo di una losa in pietra, oppure di una porta in ferro, entrambe mobili e sprovviste di supporti. La frequente ubicazione lungo un declivio consente di ricavare, al di sotto del piano di cottura, un piccolo locale seminterrato voltato a botte, utilizzato come ricovero per gli animali da cortile, ovvero destinato a legnaia(2). Normalmente l'accesso a questo vano è in posizione frontale, con l'apertura in asse alla bocca del forno, oppure collocato lateralmente. Il tetto presenta un aggetto delle falde molto pronunciato sopra la bocca del forno, sostenuto dalla prosecuzione dei muri laterali "per proteggere dalle correnti d'aria durante le operazioni dello sfornare e infornare"(3); in altri casi la copertura è, più semplicemente, sorretta dalle travi longitudinali che costituiscono l'orditura del tetto.


REFERENZE BIBLIOGRAFICHE

(1)-(3) M.Casagrande, Forni da pane. Panificazione, memoria e tradizione a Champorcher i9n Valle d'Aosta, Quaderni di cultura alpina, Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 1997.

(2) R.Bertot, Architettura rurale in Val d'Angrogna, Quaderni del Centro di Documentazione, Comune di Angrogna, 1985.

 
 
 
© Comune di Prarostino (Torino) - Piazza della Libertà, 15 - 10060 PRAROSTINO (TO)
Tel. 0121.500.128 - Fax 0121.501.792 - E-Mail: info@comune.prarostino.to.it
realizzato da ProLoco Prarostino