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Tesi di Laurea: musei del territorio e cultura materiale

 

Ecomuseo: valorizzazione della cultura materiale

I tipi insediativi, le tipologie edilizie rurali ed i materiali impiegati nella costruzione dei fabbricati, le sistemazioni colturali e gli allevamenti tradizionalmente praticati sono caratteristici di ciascun territorio antropizzato perché nascono come precise risposte funzionali ai vincoli imposti dall'ambiente geografico e, dando forma al paesaggio agro-forestale, delineano la cultura materiale di un territorio. Quest'ultimo rappresenta quindi "l'elemento insopprimibile che determina l'insieme delle tecnologie industriali e agricole"(1) che danno forma ad un paesaggio modellato ai fini produttivi.

Il territorio del Comune di Prarostino è in grado di offrire un interessante patrimonio storico-culturale ed ambientale, caratterizzato non solo dalle tradizioni rurali della fascia pedemontana, ma anche dalla forte presenza della cultura valdese.

Quindi, allo scopo di preservare e di valorizzare le preziose risorse storiche del paesaggio agro-forestale di Prarostino, si propone di istituire sul territorio un itinerario ecomuseale che consenta una fruizione turistica organizzata del vallone di Roccapiatta e della zona dei Piani.

La proposta prevede il riuso di alcune strutture ormai abbandonate da diversi anni ad un inesorabile degrado, quali le scuole quartierali (o scuole Beckwith) ancora presenti in numerose borgate, ed il tempio valdese in borgata Rostagni, in cui si propone di allestire dei piccoli musei che documentino i segni dell’intervento antropico sul territorio.

L'ecomuseo è stato suggestivamente definito come "uno specchio nel quale la popolazione si guarda, per riconoscersi, dove essa cerca i valori fondanti del territorio al quale è legata [] Uno specchio che essa porge ai suoi visitatori per farsi meglio comprendere nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità"(2).

Quel che più conta, l’ecomuseo rappresenta, perciò, una "concezione avanzata del museo del territorio" e diviene "luogo di conservazione"(3) in grado di promuovere la conoscenza e la tutela della cultura materiale di un determinato ambito territoriale. Pertanto l’ecomuseo si propone di valorizzare l’intero sistema paesaggistico nel quale sorge, sistema in cui fattori naturali e sociali hanno, nel tempo, plasmato e condizionato il modo di vivere, l’economia e le tradizioni culturali della comunità locale.

Costruzioni dall’indubbio valore storico e segni tangibili della memoria di un popolo, quali le scuole quartierali volute dal generale inglese C.Beckwith ed il tempio per il culto protestante rappresentano una peculiarità propria delle zone valdesi e pertanto appaiono preesistenze particolarmente indicate a promuovere la conoscenza dell'identità culturale del territorio indagato.

Il loro stato di conservazione si presenta tuttora molto buono ed in ciascuna di esse, adeguatamente recuperate nel rispetto della tipologia edilizia, si suggerisce l'allestimento di un piccolo museo della cultura materiale, di volta in volta incentrato su uno o più argomenti tematici dedicati ad aspetti particolari della vita tradizionale e produttiva locale, che siano rappresentativi dell’integrazione che si è instaurata in passato fra uomo ed ambiente sulle colline di Prarostino.

Inoltre, in ciascun museo si suggerisce la realizzazione e l'esposizione di pannelli illustrativi del percorso e delle tradizioni culturali della zona, degli oggetti di uso quotidiano e dei prodotti dell’artigianato e della produzione eno-gastronomica locale.

Una segnaletica espressamente studiata per agevolare il percorso e per illustrare le peculiarità storiche, artistiche e naturalistiche che qualificano il paesaggio dovrà essere disposta nei punti più significativi o in corrispondenza dei punti di sosta.


REFERENZE BIBLIOGRAFICHE

(1)-(2)-(3) W.Giuliano, Oggetti e segni della cultura materiale, un patrimonio da salvaguardare, in G.Bounous (a cura di), Paesaggio agrario e architettura rurale, Atti del Convegno, San Germano Chisone, 8 dicembre 1995.

 
 
 
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